Wednesday, July 7, 2010

Η ομιλία της κυρίας Monia Benini στην Ημερίδα - Conferenza internazionale sulla Palestina, intervento di Monia Benini

ATENE, 4 luglio 2010
Conferenza internazionale sulla Palestina
Intervento di Monia Benini
Arrivo da un paese, l'Italia, nel quale i vari governi che si sono succeduti così come i partiti di varie rappresentanze (centro, destra, sinistra) ogni giorno si riempiono la bocca con la parola democrazia.
Questi governi, così come tutti i partiti, non si pongono alcune problema, e anzi spesso, orgogliosamente, dichiarano che Israele è l'unica democrazia del Medio Oriente.
La considero semplicemente una mostruosità.
Dal momento in cui l'Italia ha un ministro degli esteri con un doppio passaporto, italiano e israeliano; dal momento che l'Italia ha siglato con Israele un accordo militare di cooperazione che coinvolge il nostro paese per importi di milioni e milioni di euro; dal momento che gli stessi rapporti internazionali e il...

diritto internazionale dovrebbe portare ad escludere rapporti di cooperazione con paesi che non hanno siglato il Trattato di Non Proliferazione Nucleaere; dal momento che il controllo dei media italiani (come succede in altri paesi europei) e il controllo finanziario è saldamente in mano sionista, è evidente che la posizione dell'Italia e degli altri paesi europei è del tutto viziata e fuorviante rispetto alla realtà delle cose.
Negli ultimi 15-20 anni l'Italia, come il resto dell'Europa, non si è fatta alcun problema a dichiarare prima l'OLP e poi Hamas come organizzazioni terroristiche, come nemici da combattere. Prima c'era il grande nemico Arafat, e ora il grande nemico Hamas, eletto in elezioni che alcuni osservatori internazionali hanno definito più democratiche di quelle avvenute in Italia o negli Usa.
Vivo in un paese dove tutta la classe politica e i media sono unanimi nel considerare tutta la popolazione palestinese come terrorista. Vorrei ragionare proprio di questo, cioè chi è il terrorista.
Con la logica che ora l'Italia sta utilizzando verso i Palestinesi, avrebbero allora dovuto essere considerati terroristi anche la Resistenza in Italia e quanti lottavano per la liberazione del paese.

Alla mia generazione hanno insegnato il mito del 1989 con la caduta del muro di Berlino, ed ora l'Italia e i paesi europei si rendono complici di Israele nella costruzione del muro in Cisgiordania e con la costruzione di muri di acciaio che isolano i tunnel che portano generi di sopravvivenza a Gaza. L'Italia e i paesi europei sono stati complici nel porre l'assedio su Gaza e, per quanto riguarda l'Italia, (tanti politici) sono scesi in piazza a fianco di Israele durante l'operazione Piombo Fuso. A Gaza ci sono stata l'anno scorso e ho visto la situazione della popolazione, ho visto l'odio cieco, la furia cieca che Israele ha riversato contro la popolazione. Contro tutto: case, ospedali, università, civili, donne, anziani, bambini, concentrando la propria azione anche il venerdì all'interno delle moschee, facendo il tirassegno contro i minareti. Hanon persino bombardato i cimiteri. Mentre eravamo là, il grano era pronto ma c'erano i lanciafiamme israeliani per bruciarlo prima che potesse essere raccolto. Abbiamo incontrato i familiari dei prigionieri: ci sono migliaia e migliaiai di prigionieri dalla Cisgiordania e da Gaza nella carceri iraseliane. Torturati, incarcerati spessissimo senza processo, senza avvocato e senza possibilità di essere visitati dai loto familiari. Come descrivere questo tipo di atteggiamento se non con la parola "etnocidio", se non con la volontà di Israele di anninentare, di sterminare un intero popolo che risiede nella propria terra? Come definire quell'atteggiamento se non come terrorismo di stato, terrorismo condotto dall'entità sionista contro la Palestina? Questo è quello che io chiamo terrorismo e per questo gli accordi che l'Italia e altri paesei hanno siglato e stanno contiunando a mantenere in essere con Israele sono definibili terrorismo.
Ma non voglio essere solo pessimista, sennò in italia non avrei scelto di dedicarmi alla politica e alla creazione di un'alternativa. Credo che l'Europa possa giocvare un ruolo fondamentale: l'Europa dei popoli, e non quella dei poteri finanziari, deve rispettare l'autodeterminazione dei popoli. Per ribadire questo tipo di atteggiamento è necessario che tutti i paesi aderenti allì'UE mettano al centro la propria sovranità nazionale e la propria indipendenza, sottraendosi a quella che di fatto è un'occupazione per quanto riguarda il mio paese da parte degli Usa con le basi militari, e dalla morsa economica e finanziaria che la lobby sionista impone sull'economia e sulle scelte di governo. Vi faccio un piccolo esempio. A febbraio ero in Iran per presentare un progetto di lavoro e ho potuto partecipare alla festa per l'aniversario della rivoluzione. In quell'11 fennraio c'erano milioni di persone che stavano esprimendo il loro senso di appartenenza ad una nazione, il loro senso di attaccamento al proprio paese, tutti intorno al monumeto della rivoluzione. Il mio pensiero è andato immediatamente all'Italia e al fatto che manca del tutto questo senso di nazione, abituati come siamo ad essere dominati e condizionati da quella che è ormai una dirigenza, una lobby condivisa, statunitense-israeliana.
Quindi solo quando il mio paese, come l'i paesi europei impareranno e capiranno quanto sia importante mettere al centro la propria indipendenza, la propria sovranità, e solo quando i paesi membri dell'UE formeranno davvero l'Europa dei popoli, allora credo che questa potrà avere un nuovo ruolo al fianco del popolo palestinese.

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